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Il 6 agosto 2015 è stato inaugurato il raddoppio di una parte del Canale di Suez. A tale riguardo SRM ha realizzato uno studio rivolto ad individuare quali saranno gli effetti economici sui traffici del Mediterraneo, come ci illustra Massimo Deandreis, direttore generale SRM.

Il Canale di Suez, è un canale artificiale navigabile situato in Egitto, ad ovest della penisola del Sinai, tra Porto Said (Bûr Sa'îd) sul mar Mediterraneo e Suez (al-Suways) sul Mar Rosso. Il canale consiste di due tratte, a nord e a sud del Grande Lago Amaro. Il canale venne realizzato dal francese Ferdinando de Lesseps su progetto dell'ingegnere austriaco Luigi Negrelli. L’Egitto ha raggiunto la 19° posizione (su 157 Paesi) nella classifica del Liner Shipping Connectivity Index dell’Unctad che misura la competitività del sistema marittimo sulla base del network e della qualità dei servizi di linea container offerti dai porti. Nel contesto del Medio Oriente è tra i Paesi con le performance di miglioramento più elevate: l’indice in valore assoluto è infatti aumentato di circa 20 punti rispetto al 2004. Il Paese ha guadagnato, dal 2007 al 2014, 35 posizioni nella classifica del Logistic Performance Index attestandosi al 62° posto (indicatore della World Bank che misura la competitività logistica di 160 Paesi del mondo). Questi indicatori sono destinati a migliorare ulteriormente con il nuovo Canale di Suez.

A parità di reddito pro-capite, i Paesi con migliore prestazione logistica sperimentano una crescita aggiuntiva del PIL di circa 1% e una crescita del commercio estero del 2%. Questi dati costituiscono una base positiva per le aspettative dell’economia egiziana. Attraverso il Canale nel 2014 sono transitate 822 milioni di tonnellate di merci di cui 416 milioni nella direzione Nord-Sud e 406 milioni da Sud a Nord. Circa l’8% del totale delle merci movimentate a livello mondiale.

I trend di traffico del Canale fra il 2000 e il 2014 hanno visto registrare un aumento in percentuale delle merci transitate di oltre il 120%. Le entrate generate dal Canale di Suez sono state pari a 4,1 miliardi di dollari nel periodo Luglio-Marzo 2014/15 con un incremento del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nello stesso periodo da Nord a Sud i volumi dei traffici container (che pesano il 50% sul totale) sono aumentati del 187%, mentre da Sud a Nord del 219%, giungendo nel 2014 ad un sostanziale bilanciamento fra le due direttrici (212 mln di tonn. fra Nord e Sud e 222 mln di tonn. nella direzione opposta).

Crescono in maniera significativa i flussi di prodotti petroliferi, passati da 50 milioni di tonn. nel 2000 a 178 milioni di tonn. nel 2014 (+251%). Ponendo l’attenzione sulle direttrici di traffico marittimo di transito a Suez emerge chiaramente il ruolo crescente del Golfo Persico quale area di origine delle spedizioni. Infatti, nel 2014 quest’area concentra il 34% delle spedizioni, per un valore di 137 milioni di tonn., ponendosi in seconda posizione rispetto al Sud Est asiatico, da cui nel 2014 sono state inviate merci per 161 milioni di tonnellate.

I traffici che potranno trarre maggior beneficio dal nuovo Canale saranno quelli delle navi portacontainer; diventa quindi fondamentale il ruolo di Port Said dove sono presenti importanti progetti infrastrutturali. L’area del nuovo Canale di Suez sarà in grado di competere con le principali regioni logistiche mondiali e in particolare con quelle nord europee di Rotterdam e Amburgo. Gli orderbook al 2015 prevedono un aumento, entro il 2018, della flotta delle navi container pari al 7% circa, con il dato che sale al 72% se consideriamo la fascia delle megaship da 18-21mila TEU e il20,7% per la flotta da 13 a 18mila TEU.

La stima al 2018 vede un numero di 83 megaship per lo più concentrate sulle rotte Far East-Nord Europa e Far East Mediterraneo dove tra l’altro insistono anche le Grandi Alleanze, tra tutte la 2M e la Ocean Three che detengono sulla rotta Asia Med una quota di mercato rispettivamente del 39 e 27%.

Se consideriamo che con l’apertura del nuovo Canale di Suez il tempo di transito è calato da 18 a 11 ore, si comprende l’impatto potenziale sulle scelte delle rotte da parte delle compagnie di navigazione. In particolare si stima che possa generarsi un risparmio medio di circa il 5-10% dei costi operativi totali per ciascun vettore (a seconda delle rotte e delle distanze) utilizzando la rotta via Suez. A titolo di esempio sulla rotta Hong Kong-New York, il nuovo Canale con la conseguente riduzione dei tempi, potrà dunque diventare una valida alternativa a Panama.

La riduzione dei costi di trasporto, unita all’incremento della capacità del Canale, può avere importanti ripercussioni sia sulla gerarchia dei porti mediterranei sia sul volume di traffico in transito verso il Mediterraneo che nel 2015 si attesta al 19% della quota mondo (in crescita rispetto al 15% del 2005).
Per i porti Italiani - che attualmente movimentano 460 tonnellate di merci in totale – il nuovo Canale di Suez rappresenta un’opportunità importante: maggiori navi in transito, di maggiore dimensione richiedono di adeguare urgentemente la dotazione infrastrutturale con la necessità di dragare i fondali ed investire in logistica ed innovazione.
Il rafforzamento della direttrice di traffico marittimo Mediterraneo-Suez-Golfo rappresenta un’opportunità strategica per l’Italia e il suo Mezzogiorno che potrebbe sviluppare la vocazione naturale di essere piattaforma logistica nel cuore del Mediterraneo a supporto del sistema produttivo italiano.